Il lavoro dell’I.C. Alessandria Spinetta si è svolto seguendo due tematiche chiave per l’educazione civica, ovvero il concetto di uguaglianza ed equità e quello di tutela dell’ambiente.

Elaborato Educazione Civica

Differenza, uguaglianza ed equità

Sin dalla scuola dell’Infanzia i giovani devono imparare a superare tutte le forme di pregiudizio che rendono più forte il senso di diversità, portando all’emarginazione. Partendo dal presupposto che la razza umana è una sola, che non esiste una ulteriore sotto – categorizzazione del concetto di “individuo”, ossia di persona umana, con i propri diritti e doveri all’interno della società, i ragazzi hanno arricchito le loro competenze, imparando dal passato a risolvere i problemi del presente e del futuro. Una prima riflessione comincia con il periodo dell’Illuminismo: due ragazze hanno immaginato di dialogare con Cesare Beccaria, proprio per spiegare quanto la sua opera sia stata importante e quanto lo sia tuttora. Da qui l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze (goal 10, Agenda 2030 ONU). La drammatizzazione de “Il piccolo blu e il piccolo giallo”, di Leo Lionni (L. Lionni, Little Blue and Little Yellow, ed. Italiana Babalibri, 2015), ha permesso ai bimbi di comprendere la “bellezza delle differenze”, implementando il senso di rispetto verso il prossimo. Pubblicato nel 1959, ma apparso in Italia per la prima volta nel 1967, è il racconto di una grande amicizia… tra due macchie di colore: niente naso, occhi, bocca, braccia o gambe, solo colore, una macchia blu e una gialla, piccoli e inseparabili amici. Avventurosi, come tutti i bimbi di quell’età (il libro è rivolto ai bambini dai 3 ai 5 anni, ma è un’ottima lettura anche per i più grandi), curiosi ed intraprendenti, piccolo blu un giorno disobbedisce alla mamma ed esce di nascosto a cercare l’amico piccolo giallo; quando lo trova si abbracciano con gioia ed entusiasmo, tanto da mischiarsi e diventare entrambi… verdi. Ma in questa nuova pelle, con questo nuovo colore, al rientro a casa dopo un pomeriggio di giochi… ahimè, non vengono riconosciuti dai genitori (adulti che non sempre vedono le cose con gli stessi occhi di un bimbo): la loro disperazione è tanta da piangere, un pianto che scioglie piano piano le macchie in tante piccole lacrime gialle e blu, facendo tornare i due amici del loro colore originale, e nel loro corpo, ora ricomposto dopo il pianto. Solo ora i genitori finalmente li riconoscono e capiscono quanto accaduto: la fusione avvenuta in un contatto, un cambiamento che ha generato mutamento, che ha arricchito, che ha creato anche perplessità certo, ma che nonostante tutto, non ha fatto perdere l’identità. Il libro, eseguito con la tecnica del collage, invita proprio a giocare con i colori, a sperimentare tecniche pittoriche, ad esplorare la bellezza della mescolanza e scoprire che contatto, scambio e conoscenza del nuovo sono sempre arricchimento, e mai perdita. Proprio da qui si è giunti alla solidarietà e all’idea che la libertà è bella quando rispetta le libertà altrui.

L’Uomo è però spesso guidato dal pregiudizio e, per usare l’espressione di Lascioli (A. Lascioli, Handicap e pregiudizio, ed. Franco Angeli, 2011), è cieco di fronte alla realtà. Da qui la riflessione verso i bisogni speciali, la disabilità, il pregiudizio, per giungere a comprendere che la conoscenza è alla base del rispetto dell’altro. Con una particolare attenzione al concetto “sociale” di handicap, si è svolto un progetto contro le barriere architettoniche, che ha visto la scuola secondaria di I grado collaborare con l’I.T.G. di Alessandria “L. Nervi”. I ragazzi della scuola primaria hanno quindi nuovamente ricordato come l’articolo 3 della Costituzione Italiana sottolinei in maniera decisa che tutti siamo uguali e come la stessa Costituzione garantisca a tutti l’istruzione, che è alla base del vivere civile.

Per superare pregiudizi e stereotipi, che in passato sono stati causa di tragedie come la Shoah o le Foibe di Tito, si sono messe in campo le emozioni, fino a giungere al concetto di “empatia”. L’empatia è la capacità di capire e immedesimarsi negli altri; l’empatia ci rende comprensivi, sensibili, migliora la nostra vita e le nostre relazioni interpersonali. Allarga i nostri orizzonti, ci consente di abbattere le barriere dei pregiudizi, sviluppa il nostro pensiero creativo. Dal momento che l’empatia è la base di qualsiasi convivenza civile, come dimostrano i più importanti sistemi morali, è sembrato opportuno invitare i ragazzi a riflettere su questo tema e a ragionare con loro sui fondamenti di un rapporto equilibrato con gli altri e con il mondo. L’empatia è innata, è con noi fin dalla nascita, ma va continuamente allenata: per questo il lavoro insieme ha voluto suggerire agli alunni la necessità di inventare occasioni per coltivare e alimentare l’empatia.

Gli allievi hanno inteso dimostrare come il senso di identità possa abbracciare l’accoglienza, con un approfondimento sul cibo e sulla madrelingua. Sebbene l’altruismo dovrebbe essere scelto come stile di vita, accogliendo, integrando e includendo, ci si è occupati delle minoranze etniche in Europa (in particolare quella dei Rom) e della loro difficoltà a essere riconosciute dalla società, nonché del traguardo, non ancora raggiunto, della “parità di genere”, con un’attenzione particolare alla Convenzione di Istanbul e all’attualità (Turchia e Polonia).

Rispetto per l’ambiente e il paesaggio

L’I.C. Alessandria Spinetta dimostra da sempre un interesse particolare per le tematiche ambientali, trattate sin dalla scuola dell’Infanzia. I ragazzi sono naturalmente portati a immergersi nel verde, a porsi domande, a convivere positivamente con il 6 proprio Pianeta; per questa ragione, attraverso il metodo dell’imparare facendo (learning by doing) di John Dewey (Ludvic Bot, Learning by Doing: a teaching method for active learning in scientific graduate education, in European Journal of Engineering Education, Vol. 30, No. 1, March 3 2005), si acquisiscono, fin da bambini, competenze importantissime per la sostenibilità. I piccoli orti, la costruzione dei contenitori per la raccolta differenziata, la progettazione di sistemi per la produzione di energia pulita e rinnovabile non sono che alcune delle attività degli studenti.

Gli allievi di ogni plesso e ordine di scuola hanno compreso la differenza tra riciclo e riuso, l’importanza della differenziazione dei rifiuti e anche le problematiche relative ai rifiuti nel nostro territorio. Consci del fatto che la Terra sia da difendere strenuamente, i ragazzi hanno messo quindi in atto buone pratiche per il rispetto del Pianeta, fornendone esempi.

I cambiamenti climatici non influenzano solo il clima della Terra, ma determinano una serie di effetti “a catena” che sono devastanti per il genere umano: tra questi la desertificazione, il dissesto idrogeologico e, di conseguenza, la diffusione della fame nel mondo, della povertà in quei Paesi che sono, al momento, “sfruttati” dai Paesi più ricchi. È stato pertanto inevitabile affrontare argomenti quali la fame, che globalmente interessa ancora più di cinquanta Paesi.

L’acqua, così scontata per i Paesi come il nostro, è ormai un bene raro e prezioso, per cui si combattono guerre; da qui le riflessioni degli studenti per tentare di preservare questo nostro “oro blu”. Gli alberi e le api, ci insegnano i bambini, sono fondamentali per l’ecosistema e per la vita dell’Uomo sulla Terra: Greenpeace ci spiega che un terzo del nostro cibo dipende dall’impollinazione e che, se le api scomparissero, le conseguenze sulla produzione alimentare sarebbero devastanti. Ecco perché la nostra vita dipende anche dalla loro. Se già l’agricoltura industriale è una grande minaccia, oggi le api devono affrontare anche la crisi climatica, che sta modificando il ciclo naturale degli ecosistemi, rendendole più vulnerabili. Dobbiamo adottare pratiche sostenibili per proteggere le api, diminuendo le emissioni nocive del 65% entro il 2030 (sostieni.greenpeace.it).

Alla salute si viene “educati”, acquisendo stili di vita sani per se stessi e per la Terra. In un periodo così anomalo come quello della pandemia di COVID-19, diviene ancora più importante comprendere e mettere in atto queste buone pratiche. A proposito di pandemia, tutti gli studenti hanno vissuto un anno difficile, un modo di approcciarsi alla scuola totalmente diverso e si sono posti domande, cui alcuni di loro hanno fornito risposte “favolose”.

È stato importante per gli studenti comprendere cosa siano l’ambiente, l’effetto serra, il buco nell’ozono e il concetto di riscaldamento globale, che li ha portati a riflettere criticamente su come l’ambiente si possa e si debba proteggere. Una volta differenziato il concetto di ambiente da quello di paesaggio, hanno quindi analizzato tutti quei casi in cui la malavita organizzata ha deturpato il paesaggio italiano, non rispettando uno degli articoli alla base della nostra Costituzione (articolo 9), soffermandosi anche su quanto anche il paesaggio (rurale e urbano) sia assolutamente da salvaguardare. A tal proposito si è sentita la necessità di accennare a un fenomeno che nasce in Italia (benché sia oggi diffuso in tutto il mondo) e che impedisce il processo di sostenibilità cui tutti aspiriamo, ovvero le mafie. Esse alimentano non solo il traffico di droga, vite umane o armi, ma anche l’industria del falso, che genera problemi all’economia e alla salute.

Gli allievi hanno poi ritenuto importante distinguere gli atti di mero vandalismo ai danni del nostro paesaggio dalla street art, che spesso non solo ne migliora l’aspetto estetico (soprattutto in contesti urbani che vertono in condizioni fatiscenti), ma esprime messaggi profondi, ispirati proprio alla legalità, al rispetto dell’altro, all’ambiente in cui viviamo. Per chiudere in maniera ciclica il lavoro degli allievi dell’Istituto Comprensivo si è scelto un approfondimento sull’eco-empatia.

Si ringraziano tutti gli alunni e i docenti delle scuole dell’Istituto Comprensivo Alessandria Spinetta

Le referenti per ogni ordine di scuola:

  • scuola dell’Infanzia: maestra Elisa Sferrazzo
  • scuola primaria: maestra Monica Garbelli;
  • Scuola secondaria di I grado: professoressa Francesca Cuniolo
  • La referente d’Istituto, professoressa Barbara Ferrari